Negli ultimi anni il turismo enogastronomico si è affermato come una delle forme di viaggio più rilevanti per la valorizzazione dei territori. Sempre più viaggiatori scelgono le destinazioni attraverso il cibo, le produzioni locali e le esperienze autentiche, trasformando il turismo in un’occasione di relazione con le comunità e le culture.
In questo scenario, il cibo diventa un vero e proprio linguaggio culturale: racconta paesaggi, comunità, saperi e modelli di sviluppo. Visitare un territorio significa quindi andare oltre la degustazione, per comprendere i processi produttivi, le filiere e le relazioni tra economia locale e patrimonio culturale.
Il riconoscimento UNESCO e il valore della cucina italiana
Un passaggio decisivo in questa evoluzione è rappresentato dal riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale UNESCO, che ne sancisce il valore universale in termini di sostenibilità, diversità bioculturale e pratiche sociali legate al cibo.
Questo riconoscimento rafforza il ruolo delle tradizioni gastronomiche come leva strategica per:
- lo sviluppo sostenibile dei territori
- la promozione culturale internazionale
- la costruzione di esperienze turistiche autentiche
Turismo DOP: quando l’autenticità è certificata
In questo contesto si inserisce il concetto di turismo DOP, recentemente introdotto anche nel vocabolario Treccani, che definisce una forma di turismo enogastronomico centrata sulle esperienze legate ai prodotti a Indicazione Geografica (DOP e IGP).
Il turismo DOP introduce un elemento chiave:
l’autenticità non è solo percepita o raccontata, ma certificata, normata e verificabile.
Le denominazioni di origine diventano così:
- strumenti di tutela
- elementi di narrazione territoriale
- leve di posizionamento turistico
Esempi concreti sono le strade del vino e dei sapori, le esperienze in cantina, i mercati locali e le produzioni tipiche, che contribuiscono alla valorizzazione delle aree rurali e alla destagionalizzazione dei flussi turistici.
Nuove professionalità per il turismo enogastronomico
La crescita di questo settore richiede nuove competenze e figure professionali capaci di integrare ambiti diversi:
- conoscenze agroalimentari e normative
- capacità di progettazione dell’esperienza turistica
- competenze di comunicazione e storytelling
- strategie di branding e promozione territoriale
Non si tratta più solo di accogliere il visitatore, ma di progettare esperienze complesse, in cui cultura, produzione e ospitalità dialogano in modo coerente.
Il Master di Treccani Accademia
Il Master turismo enogastronomico di Treccani Accademia si inserisce in questo scenario, fornendo strumenti e competenze per progettare e gestire esperienze che valorizzano prodotti DOP, territori e patrimoni culturali.
Il Master fornisce strumenti per:
- valorizzare i prodotti DOP attraverso il turismo
- progettare e gestire l’ospitalità in cantina e in azienda agricola
- sviluppare strategie di promozione territoriale
- utilizzare i riconoscimenti UNESCO come leve di comunicazione e sviluppo
Il programma integra moduli su:
- turismo enogastronomico e identità territoriale
- branding e narrazione delle destinazioni
- progettazione di wine e food experience
- business e nuovi modelli nel turismo
Le lezioni si svolgono in live streaming, con un approccio fortemente orientato alla pratica e al confronto con professionisti del settore.



