Sostenibilità: una scelta imprescindibile per le aziende

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Intervista a Natalie Gnecchi, responsabile comunicazione e marketing di Stanley in Italia

Pratica, economica, estremamente resistente: la plastica ha semplificato la nostra vita, rivoluzionando un’infinità di gesti e di abitudini quotidiane e contribuendo a creare il cosiddetto “stile moderno”. Di questo stile, però, ne ha fatto le spese l’ambiente, basti pensare che una busta del supermercato impiega tra i 100 e i 1.000 anni per decomporsi, o peggio che una bottiglietta per l’acqua non riesce mai a farlo completamente. Fortunatamente esistono già alcune realtà molto attive per scoraggiare l’utilizzo dei prodotti in plastica prediligendo, invece, quelli plastic free. Una di queste è Stanley1913, una grande realtà internazionale che offre ai propri clienti prodotti e packaging “built for life”, volti cioè a durare nel tempo e a combattere lo spreco e l’inquinamento della plastica. Ne abbiamo parlato con Natalie Gnecchi, responsabile comunicazione e marketing di Stanley per l’Italia.

Dott.ssa Gnecchi, cos’è che rende Stanley un’azienda ecosostenibile oltre naturalmente ai prodotti “built for life”?

Natalie Gnecchi

 «L’azienda, nata in America nel 1913, offre ai propri consumatori prodotti (come thermos, tazze e fiaschette) volti a durare tutta la vita grazie al sistema sottovuoto applicato a pareti di acciaio inossidabile. La fine del ciclo di vita di un prodotto è l’aspetto più rilevante dell’ecologia. I prodotti Stanley sono “built for life” e, quindi, contribuiscono a ridurre il tasso di smaltimento di materiale che finisce nelle discariche. L’acciaio inossidabile, oltre a possedere la qualità di essere longevo, è anche completamente riciclabile. Può, infatti, essere demolito e rifuso per generare altri materiali. Inoltre, coloro che lavorano per Stanley1913 sono i primi ad essere appassionati della vita all’aria aperta (Outdoor Lovers). L’azienda, pertanto, si è prefissata come obiettivo la cura della terra, monitorando l’intera catena di produzione e sviluppando azioni volte al mantenimento degli spazi aperti. Vengono utilizzati criteri di selezione rigidi in merito ai temi di sostenibilità ambientale: dai fornitori, che utilizzano pannelli solari presso le proprie sedi, alla produzione svolta attraverso il continuo controllo dei consumi di acqua ed efficienza energetica, esaminando le emissioni di gas serra e verificando le tipologie di trasporto ed imballaggio utilizzate, fino alla creazione del prodotto finale destinato a durare nel tempo. Prendendo in considerazione dei casi numerici, si può delineare un esempio concreto che metta in evidenza gli aspetti che rendono Stanley un’azienda ecosostenibile. In un anno di tempo, grazie all’utilizzo di una bottiglia termica, possono essere risparmiate 167 bottiglie di acqua monouso. Se ognuno di noi contribuisse ad aiutare l’ambiente attraverso l’uso di prodotti riutilizzabili, i numeri si ridurrebbero in maniera spropositata».

Perché secondo lei è davvero l’acciaio il sostituto più accreditato della plastica nel packaging del food & beverage da asporto?

«L’acciaio inossidabile può essere considerato un ottimo sostituto alla plastica per diversi motivi. In primo luogo, è un materiale duraturo poiché resistente alla corrosione e alla formazione di ruggine (ossidazione). Di conseguenza è perfetto per essere impiegato in diversi settori, in particolare dove sono richieste le caratteristiche di resistenza e di elevate prestazioni igienico sanitarie, come ad esempio nel settore alimentare e nel packaging del “food and beverage” d’asporto. L’acciaio, infatti, è semplicissimo da pulire grazie alla sua superficie compatta che lo rende privo di porosità. Ciò comporta un’elevata rimovibilità batterica. Il materiale, oltre a durare per tutta la vita, rispetta i principi di sostenibilità ambientale ed economia circolare. Durante il ciclo di vita non perde alcuna delle sue qualità originali ed è riciclabile al 100%».

Fin qui abbiamo parlato dell’outdoor. Cosa sta cambiando, invece, nel mondo del packaging e dei materiali a contatto con bevande e alimenti nella vita quotidiana domestica?

«Negli ultimi anni si stanno modificando sempre più le abitudini delle persone. Considerando la pandemia in corso, gli individui che vogliono utilizzare dei contenitori personali per le bevande e gli alimenti sono in crescita esponenziale. In diverse zone del mondo, ad esempio, si utilizzano tazze personali per il “take away” e il COVID-19 sta alimentando tale trend. In Italia bisogna sensibilizzare maggiormente la gente per evitare l’utilizzo dei contenitori monouso a contatto con generi alimentari. È comunque evidente che sta decisamente cambiando l’atteggiamento dei consumatori nei confronti dell’ambiente. Nella vita domestica si iniziano a visualizzare riscontri positivi nella scelta dei contenitori di alimenti e bevande. Adesso, l’impatto ambientale influenza la decisione di acquisto. Le caratteristiche ricercate nei materiali a contatto con il “food and beverage” sono il grado di protezione dell’alimento, le caratteristiche di rinnovabilità e la facilità con cui deve essere riciclato».

Stanley ha dedicato una collezione anche agli amanti della birra, il cui consumo è aumentato decisamente durante il periodo di Lockdown. È stato così anche per i boccali sostenibili prodotti dalla vostra azienda?

«La birra è stata una delle bevande più consumate durante l’emergenza COVID-19. In diverse zone del mondo, dove i boccali sostenibili sono già entrati a far parte dell’uso quotidiano, si è riscontrato un aumento di richiesta dei prodotti della collezione birra. Tuttavia, in Italia, si sta attualmente cercando di far conoscere la linea dedicata alla birra attraverso azioni di comunicazione e marketing. Essendo un Paese tradizionalista, è meno incentivato a stravolgere le proprie abitudini con innovazioni particolari. È fondamentale, pertanto, far conoscere il brand e le azioni che l’azienda persegue per il bene sociale e dell’ambienteStanley ha creato la collezione dedicata al mondo della birra costituita da prodotti come: bicchieri di pinta, boccali e “growler” tutti in acciaio inossidabile e che non rilasciano sapori. Quest’ultimi sono prodotti di qualità, serve solo voler modificare le proprie abitudini per una giusta causa».

Non c’è più business senza creazione di valore condiviso. Lo dimostrano anche molte statistiche, secondo cui le aziende che soddisfano parametri di sostenibilità godono di migliori risultati di bilancio rispetto ai comparables non altrettanto attenti. Può confermarci questa tendenza?

«Stanley si impegna quotidianamente a creare valore condiviso, a favore della società e dell’ambiente, mettendo in atto azioni di volontariato da parte degli stessi dipendenti. Questi ultimi si sono impegnati a mantenere puliti gli ambienti attraverso giornate dedicate a tale scopo, hanno prodotto beneficio nei confronti di alcune strutture, tra cui ospedali e scuole, per aiutare i bambini in momenti difficili della loro vita, come dover permanere per un periodo di tempo presso un ospedale pediatrico oppure non avere la possibilità o i mezzi per studiare. Abbiamo potuto verificare come nel 2019, grazie al controllo della catena produttiva e alla selezione dei fornitori con criteri di sostenibilità ambientale e rivolti al sociale, il 25% delle aziende hanno migliorato i loro risultati dell’audit annuale, ottenendo quindi migliori esiti in bilancio. Questi miglioramenti non sono solo cruciali per la salute della società e del pianeta, sono altrettanto essenziali per la salute del business. La gente è sempre più sensibile a questi temi e le aziende che non prestano attenzione a tali aspetti si possono definire svantaggiate, sia considerando il fattore “business” ma soprattutto a livello etico e sociale».

La via più efficace per aumentare la coscienza attorno ai temi ambientali e sociali passa anche per una buona comunicazione. In che modo, secondo lei, vanno raccontati valori e iniziative “green” di un’azienda?

«La comunicazione è uno degli aspetti fondamentali che un’azienda deve considerare. Se una realtà crea dei prodotti straordinari ma non spiega ai prospect la filosofia che c’è dietro (o le azioni che vengono portate avanti per assicurare la salute delle persone e la salvaguardia ambientale), è ovvio che i possibili clienti non possano essere influenzati e non vengano indotti ad un cambiamento in merito alla tipologia di acquisto. Nella cornice italiana, l’azienda distributrice del marchio Stanley1913 sta cercando di sensibilizzare i giovani riguardo al tema della sostenibilità fornendo a studenti universitari le proprie borracce durante eventi legati a temi ambientali. Per rafforzare la comunicazione green, la realtà italiana ha deciso di fornire ad atleti di discipline outdoor alcuni prodotti affinché quest’ultimi possano spingere la gente a utilizzarli, sensibilizzando le persone all’importanza della sostenibilità e del benessere dell’uomo grazie all’idratazione quotidianaIn merito ai canali offline, si stanno creando delle collaborazioni con un importante magazine di outdoor che ha a cuore gli obiettivi di Stanley1913 e con una Radio sensibile ai temi della sostenibilità ambientale. Lo scopo è quello di raggiungere nuove realtà e poter collaborare con loro per portare avanti la nostra filosofia aziendale e condividerla con chi persegue obiettivi simili, come stiamo facendo con Treccani Accademia».

L’azienda Stanley1913 interviene al Master Beer Business Management, un percorso formativo in collaborazione con Birra del Borgo che fornisce tutti gli strumenti e le tecniche di gestione essenziali per lo sviluppo di un birrificio: dalla produzione, alla gestione economica e lo sviluppo commerciale, dalle strategie di marketing alla definizione del pricing.
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